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Gennaio 2018
IL VALORE DI UNA BARRIERA

Le interessanti riflessioni dell’Agronomo Dott. G. Lippolis sull’effetto deriva e sul suo contenimento

IL VALORE DI UNA BARRIERA: Un titolo che sa di paradosso se si pensa alle questioni economiche e ai mercati sempre più aperti e globalizzati. Un tema di strettissima attualità, per altro, se legato a recenti e drammatiche questioni umanitarie.

In campo agricolo, le “barriere” sono state spesso evitate o abbattute allo scopo di facilitare il lavoro. Invece potrebbero rappresentare un valore, un’opportunità, e cercheremo di capire in quale misura.

Sono molteplici gli aspetti che un buon agricoltore si ritrova a dover gestire durante le fasi di coltivazione, dalle scelte varietali fino al perseguimento della qualità e, nello svolgimento della sua attività, non può ignorare quanto la normativa, ma anche le specifiche dei clienti, chiedono in materia di RMA, Residui Massimi Ammessi.

Quante sono le azioni che entrano in gioco per il rispetto degli RMA? Tante e su più fronti!

Consultazioni estenuanti dei servizi tecnici per la selezione dei principi attivi che debbano residuare il meno possibile, formazione continua degli operatori in merito al corretto utilizzo dei fitofarmaci e soprattutto al corretto impiego dei dosaggi, manutenzioni e calibrazioni delle macchine irroratrici, valutazioni dei rischi e messa a punto di opportuni programmi di monitoraggio. Quanto lavoro e quanto impegno per gestire tutta una serie di incombenze che, hanno certamente un fondamento normativo ma, non di meno, anche una natura morale.

E se poi dovesse capitare quello che non ci aspettavamo? Quello che non dipende dal nostro controllo?

L’analisi chimica presenta il residuo “inaspettato”, ovvero quel residuo che arriva dai campi confinanti legato all’effetto deriva. Una problematica quanto mai concreta in questo periodo, spesso causa di reclamo da parte dei clienti. Ragion per cui si è costretti a produrre svariata documentazioni per poter fornire le giuste evidenze e, soprattutto, mettere in piedi azioni tali da abbattere i rischi. Ecco spiegato il perché le “barriere” artificiali possono rappresentare un’opportunità per mitigare in maniera sensibile qualunque tipo di pericolo.

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitosanitari, prescrive in aree vulnerabili (aree ricreative, superfici in prossimità di scuole, ospedali, ecc.) il divieto di applicazione di prodotti appartenenti alle classi di rischio tossico o molto tossico a distanze inferiori di 30 metri. Prescrizione necessaria in assenza di misure di contenimento della deriva che consentano di far scendere tale distanza anche a 10 metri. Ma cosa fare in zone agricole dove si susseguono appezzamenti di terreno senza soluzione di continuità?

Ecco che l’installazione di barriere artificiali, allestite con tessuti specifici e, soprattutto, poco impegnative nel montaggio e smontaggio, come ad esempio l’Anti-deriva Grey DELIMITA realizzata dal gruppo Arrigoni s.p.a., possono rappresentare la giusta soluzione per schermare le proprie coltivazioni e mitigare le conseguenze dell’effetto deriva, il tutto nel rispetto della gestione degli appezzamenti e delle rotazioni.

Insomma, che valore ha una problematica in meno da gestire? E quanto vale un’azione concreta per gestire l’effetto deriva? Giusto il costo di una barriera!