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Dicembre 2017
NUOVI SISTEMI A RETE PER LA PROTEZIONE DEGLI ULIVI DA XYLELLA FASTIDIOSA


Esempio di applicazione di reti ombreggianti, reti antigrandine, frangivento

Nel corso dell’undicesima edizione della Conferenza Internazionale AIIA svoltasi lo scorso maggio a Bari dal titolo “Biosystems Engineering addressing the human challenges of the 21st century”, sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta in collaborazione tra il gruppo Arrigoni Spa e le Università di Bari e di Foggia, con l’obiettivo di identificare un efficace sistema a rete per la protezione degli ulivi dalla Xylella fastidiosa.

Nella sola Regione Puglia, le coltivazioni di ulivi interessano quasi 370.000 ha, mentre il valore economico della produzione annuale di olio raggiunge circa 492 milioni di euro. Gli ulivi non rappresentano solo una voce importante nell'economia regionale pugliese; il paesaggio caratterizzato dalle coltivazioni di ulivi è considerato, infatti, come un simbolo della Regione, parte della sua identità culturale, tradizionale e storica. Gli alberi centenari, molto comuni nel sud della Puglia, sono considerati monumenti e sono un'importante attrazione turistica.

Reparto estrusione del filato per reti antigrandine, reti ombreggianti, frangivento

A partire dal 2010 gli ulivi della costa Ovest della penisola salentina hanno cominciato a seccare e morire in seguito a una condizione ad eziologia sconosciuta chiamata “Complesso del disseccamento rapido dell'ulivo” correlata all’infezione da batterio Xylella fastidiosa. Quello del 2010 in Puglia è stato il primo rilevamento su larga scala del batterio in Europa.

La prima contromisura per limitare i danni di una pericolosa epidemia, è consistita nell’imposizione da parte dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza alimentare) di un regime di quarantena intorno all’area colpita dal fenomeno, che, tuttavia, non ha avuto l’esito sperato. La quarantena non è stata, infatti, in grado di limitare la diffusione del batterio e, durante il 2013, l'area interessata è cresciuta fino a quasi tutta la penisola salentina.

Esempio di applicazione di frangivento, reti ombreggianti, reti antigrandine,

Il batterio della Xylella fastidiosa si trasmette dalle piante infette a quelle sane attraverso un insetto vettore chiamato sputacchina (Philaenus spumarius).

La ricerca applicata alla problematica dell’infezione da Xylella tende ad individuare specie di ulivi resistenti o immuni ad essa e con pari impegno individua i metodi di protezione dei vivai per arginare una possibile diffusione dell'epidemia garantendo produzioni "Xylella free" per i mercati locali ed esteri.

Esempio di applicazione di reti ombreggianti, frangivento, reti antigrandine

La soluzione proposta dalla partnership tra le Università di Bari e di Foggia e dalla Arrigoni Spa, oggetto dello studio presentato a Bari, intende preservare le piante da Xylella fastidiosa evitando il contatto della pianta con il vettore P. spumarius con un uso intelligente ed efficace delle reti di produzione Arrigoni.

Queste possono costituire un valido sistema di protezione da installare in campo o a difesa dei vivai se specificamente progettate affinché alla sputacchina sia impedito di attraversarle per infettare gli ulivi sani.

Esempio di applicazione di reti ombreggianti, frangivento, reti antigrandine

La principale funzione della rete, nella soluzione proposta, è quella di impedire il passaggio tra gli ulivi delle forme adulte di P. spumarius visto che questo è in grado di volare esclusivamente quando si trova allo stadio di adulto, mentre le forme larvali di solito vivono sulle piante erbacee e quelle subadulte perdono la capacità di trasmettere il batterio durante le mute.

Lo studio ha riguardato la realizzazione e il test sperimentali di nuove contesture tessili di produzione Arrigoni, in grado di assicurare le prestazioni richieste in termini di protezione dall’insetto vettore (e quindi dal contagio da Xylella fastidiosa) e contestualmente di consentire una quasi immutata interazione della pianta con l’aria per la conservazione delle condizioni naturali di temperatura e umidità dell’ambiente agli ulivi.

Esempio di applicazione di reti ombreggianti, frangivento, reti antigrandine

In particolare, sono state testate sei tipologie diverse di reti con diversi tipi di schema tessile, filati e maglie, dapprima in laboratorio; successivamente è stato approntato e realizzato un apparato sperimentale per il test in campo. Sulla base delle evidenze sperimentali, la rete che ha meglio garantito le prestazioni richieste impedendo al vettore sputacchina di raggiugere le piante-bersaglio di ulivo è stata la rete in monofilo a maglia annodata 1654BT ARRITEX con maglia di dimensione nominale pari a 2,4 mm.

La scelta di una rete con una maglia di dimensione non eccessivamente ridotta minimizza l'impatto visivo della rete installata in campo, riduce le sollecitazioni dovute al vento sulle strutture di supporto e garantisce una trascurabile influenza delle stessa con il microclima attorno alla coltivazione.

Ulteriori studi vengono condotti dalla stessa compagine di ricerca per la determinazione del giusto colore della rete, che può costituire un ulteriore fattore chiave del sistema di protezione per via dell’influenza che può esercitare sul comportamento dell’insetto vettore.